Antonia: la Presidente

La “donna tra le donne” dell’Associazione è Antonia Rodriguez de Moscoso, massimo esponente e fondatrice di Asarbolsem: la sua storia è un esempio di vita per i membri dell’associazione, ma è anche un monito che ci ricorda la difficile condizione femminile in Bolivia.

 

 Antonia seduta alla scrivania, mentre riceve le artigiane per il salario.

Antonia nacque da una famiglia povera in una zona rurale nella provincia di Potosì e all’età di 11 anni fu costretta a trasferirsi nella capitale, La Paz, dove iniziò a lavorare come domestica in una famiglia. Nel giro di poco, appassionata di filati, diede vita alla fine degli anni Sessanta a “Inti Wara”, un piccolo gruppo di artigiane che lavoravano l'alpaca. Vista la sua abilità, Antonia fu subito contattata da una Ong locale al fine di insegnare a 39 mamme le abilità professionali e quelle operative. Dopo una parentesi iniziata nel 1970 con un secondo gruppo, “Qantati”, cominciò a rendersi conto delle difficoltà sociali boliviane e decise di creare un'associazione aperta a tutti con la possibilità di accogliere più gruppi senza limitazioni. Infatti Antonia ci racconta che “gruppi speciali come ADIM non hanno altra possibilità d'accesso al mercato se non attraverso Senor de Mayo per mezzo del quale hanno imparato a tessere, filare e fare il macramè. L'artigianato può essere il maggior ingresso nell'economia familiare”.

Antonia si rese consapevole che diventava necessario trasformare gli insegnamenti e la collettività del gruppo in una organizzazione formale e così l'otto luglio del 1989 Antonia Rodriguez fondò nella sua sala da pranzo insieme con altri soci storici l’Asociacion Artesanal Boliviana Senor de Mayo (ASARBOLSEM) con l'intento di provvedere al mantenimento delle persone povere della zona. E quando oggi Antonia ricorda quel giorno, afferma che "siamo donne povere che ci siamo organizzate per difendere i nostri diritti". Ancora forte è infatti la piaga del machismo, un fenomeno per il quale gli uomini abbandonano le famiglie senza alcun vincolo di mantenimento per moglie e figli e proprio per questo la condizione della donna è decisamente difficile. E quindi chiaro il motivo per cui l'associazione Senor de Mayo ha puntato sul riscatto delle donne e sull'emancipazione delle categorie più deboli.

Senza alcun finanziamento e struttura (mancavano le sedie ed i tavoli, mentre computer e telefono erano oggetti sconosciuti), si trovarono a dover fronteggiare due problemi differenti: l'opposizione di “Qantati” e la mentalità Aymara. Tra i cinque gruppi fondatori fu infatti difficile lavorare con uno spirito di comunità, capire che il denaro sarebbe arrivato una volta terminato l'ordine, che il prefìnanziamento sarebbe servito per l'acquisto della materia prima. Furono necessari anni di discussioni prima di giungere a capire l'importanza del lavoro di gruppo, della cooperazione e del mutuo aiuto.

Nonostante tutto arrivarono i primi due ordini da 300$ ciascuno da parte di SERF USA e OXFAM UK. Dopo poco tempo accaddero cose incredibili: un responsabile delle nazioni Unite che stava facendo un'indagine sulle condizioni di povertà nei sobborghi urbani incontrò Antonia e le chiese un'intervista. "Quello che chiediamo è il mercato e non aiuti umanitari!", disse Antonia nell'intervista, "gli aiuti non sono la norma, ma quello che vogliamo è un laboratorio da 100.000 U$".  E così, grazie a varie interviste e contatti importanti, la notorietà di Senor de Mayo e le attività aumentarono a tal punto che persino alcune associazioni giapponesi si mossero. Una di queste decise di inviare un Medico con strumentazioni molto sofisticate che vennero donate al Centro di Salute del quartiere Primero de Mayo, dove tutti poterono usufruirne, con il solo vantaggio per i soci di Senor de Mayo di beneficiare di condizioni agevolate per le visite.

 

UN ESEMPIO DI VITA

Antonia da sempre è stata un leader ed un punto di riferimento per le donne con cui lavora. Oltre a essere presidente di Asarbolsem, è stata membro per quattro anni della Camara de Exportadores, poi suo direttore ed infine ha fatto parte del Consiglio Comunale (la Municipalidad) della città in cui vive con il ruolo di Presidente. La carica massima l’ha avuta nel 2010, quando il presidente Evo Morales le propose di diventare Ministro dello Sviluppo Produttivo e dell’Economia, carica che occupò per un solo anno, dato che Asarbolsem non poteva rimanere priva del suo Presidente e della sua tenacia nel condurre l’Associazione. Questo è stato comunque un momento fondamentale per la vita di Antonia e per Asabolsem stessa: una donna cresciuta nella povertà, che ha imparato a fatica lo spagnolo una volta arrivata nella capitale (parlava solamente la lingua indigena d’origine, Aymarà), che ha saputo emanciparsi e che oggi permette a tante persone di lavorare quotidianamente, con la garanzia di un salario sicuro, e con il valore aggiunto del commercio equo e solidale.

Antonia Rodriguez Moscoso al lavoro nella sede di Asarbolsem, ad El Alto, Bolivia

Antonia è molto consapevole che di strada ne è stata fatta in Bolivia in tema di genere ma ancora oggi l’uomo è padrone e – nonostante ci siano leggi a tutela dei diritti delle donne – la realtà dei fatti è ancora molto lontana dalla parità di genere. Antonia, in una recente intervista fatta da una studentessa italiana dell’Università di Milano, ha affermato che “questo stesso cammino deve essere compiuto per prima cosa dalle donne, che devono imparare a dare un valore a se stesse, a quello che fanno per la famiglia e al loro lavoro. E questo riguarda soprattutto le donne indigene e campesinas, che vivendo in maniera più solitaria e non essendo abituate a condividere le loro esperienze e i loro problemi con le altre donne, rimangono più legate e sottomesse alla cultura patriarcale e machista”. Anche per questo Antonia non ha mai smesso di partecipare a tutte le assemblee a cui è invitata. Solo per citare due esempi nel 2011 è stata invitata da Hillary Clinton alla Casa Bianca insieme ad altre 36 donne di diversi Paesi per parlare e confrontarsi a proposito della situazione della donna e del suo ruolo nell’economia, mentre nel 2012 ha viaggiato in diversi Paesi del mondo per portare la propria esperienza e condividerla con le tante donne in difficoltà.